Winter School India


Nel gennaio del 2015 Soste ha organizzato insieme all'università degli studi di Milano Bicocca una Winter School in cui studenti dell'ateneo hanno avuto l’occasione di trascorrere due settimane a contatto diretto con le donne artiste dell’associazione Banglanatak, un percorso culturale intenso che ha toccato diversi luoghi: Calcutta, Shantinitekan, Villaggio Naya, Bubaneshevar, Konarak.

Il Villaggio Naya, in particolare, ha rappresentato un momento significativo del viaggio, una tappa che ha permesso agli studenti e al gruppo di docenti di entrare in stretta relazione con le donne artiste Chitrakar, le quali hanno aperto le loro case ospitando i ragazzi per tre giorni. È in questa occasione che gli studenti, sotto la guida delle donne artiste Chitrakar, hanno realizzato uno splendido Patachitra, suddiviso in sette quadri, capace di ripercorrere i momenti più significativi di questo percorso di conoscenza reciproca iniziato già nel 2012, a testimonianza di questo interessante e particolare incontro socio-culturale. Il manufatto, rinominato Patachitra/Bicocca, è stato donato ufficialmente dai docenti responsabili della Winter School India e da BMW Group al Rettore dell’Università di Milano-Bicocca e nelle prossime settimane, verrà opportunamente valorizzato ed esposto in uno dei locali dell’Ateneo milanese.

L’esperienza è stata percepita come estremamente formativa da tutti gli studenti che hanno preso parte al progetto, i quali hanno rilasciato commenti e testimonianze più che positive in seguito alle due settimane trascorse nelle diverse località indiane e in particolare grazie all’esperienza ravvicinata nel villaggio Naya.

Qui di seguito quello che alcuni ragazzi hanno raccontato al rientro dal loro viaggio:

“Durante la nostra permanenza al villaggio Naya abbiamo lavorato con le donne chitrakar. Le artiste ci hanno dato carta e pennelli e ci hanno offerto l’opportunità di dipingere con loro, abbiamo constatato la loro bravura, la precisione che esse hanno nell’utilizzo del pennello, l’attenzione ai dettagli che via via prendeva vita anche sui nostri fogli. […]”

“[…]Questo villaggio è in un certo senso un esperimento sociologico: uguale a tanti altri villaggi, sta andando incontro a un destino diverso. Nuove prospettive economiche, certo, ma soprattutto un'esposizione frequente agli estranei, agli stranieri. Le nuove generazioni già hanno espresso la volontà di imparare bene l'inglese, e alcune persone hanno viaggiato in nazioni e continenti diversi”.

Le donne Chitrakar e l’antica arte dei Patachitra
Il termine Patachitra deriva dall’unione dei vocaboli sanscriti patta (che significa tessuto) e chitra (che significa dipinto) e indica una forma d’arte popolare in cui un rotolo di tela, di lunghezza variabile, viene dipinto con illustrazioni a più riquadri, dall’andamento narrativo. L’origine dei patachitra si perde nei millenni, la sua evoluzione ha seguito la storia dell’India nel corso dei secoli. Gli artisti che li dipingono sono popolarmente chiamati patua, ma sono anche conosciuti come chitrakar, dal significato letterale di “pittore”.

Nell’ultimo decennio si c’è stata una graduale ripresa dei Patachitra, reinventandosi e adattandosi ai cambiamenti della società indiana e alle nuove esigenze di mercato, oggi, infatti, le donne artiste del West Bengala hanno una rilevanza sempre maggiore. Questo fenomeno si svolge nel più generale processo di valorizzazione ed emancipazione della figura femminile all’interno della società indiana.

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